Posts filed under 'educazione'

Mamma Infermiera

Quando tu, mamma, non ti puoi sottrarre.C’è una cosa che quando aspetti un figlio nessuno ti dice.

Te ne accorgi poi da sola quando ci sei dentro.

Parlo di quando il bambino SI AMMALA. Quando tu devi portarlo dal pediatra ogni due giorni, devi fargli le inalazioni con l’aerosol, devi somministrargli gli antibiotici a intervalli precisi, devi misurargli la febbre costantemente e quindi contare le gocce di Paracetamolo ogni sei/otto ore in base alla filosofia del medico che ti ritrovi…Ecco, quando tutto questo succede, tu mamma non puoi avere una vita. Non esiste il lavoro, la spesa, il marito, la tua individualità. Tutto nullo. La tua presenza è condizione sufficiente e necessaria per la salute di tuo figlio. Non puoi delegare.Ecco, io sto attraversando dieci lunghi giorni così. E sono provata. Una figlia di tre anni con la bronchite, uno di un anno che ne è appena uscito, e un marito in trasferta per lavoro.Altro che arresti domiciliari. Quelli almeno possono fare ciò che vogliono tutto il giorno: un caffè, una doccia, un paio di film, un tuffo in piscina… Invece io non solo ho il fermo, ma anche i miei piccoli lavori forzati. Ieri ad esempio m’è toccata una maratona di due ore di LEGO… Per carità, a me piace un sacco giocare a lego (di necessità virtù…), però due ore, dico DUE ORE… se vedeste quello che ho costruito non ci credereste nemmeno voi… Renzo Piano al confronto non è nessuno. Mucche, cavalli, pecore, tutti alloggiati in cima a un edificio basato su due pilastri che vanno allargandosi fino a formare un grosso recinto sopraelevato.Poi il grosso problema è non avere un attimo di intimità. Non in bagno, non in doccia, non nel mio letto… Mia figlia sempre al seguito, come la mia ombra in spiaggia a mezzogiorno. Se mi specchio un attimo mi chiede “Perché ti guardi? Cosa ti guardi? Perché fai così con la bocca?” Se mi leggo una rivista mentre sono in bagno viene lì e inizia: “Chi e’ questa signora? Cosa fa? Cosa ha su? Mi fai vedere?” mentre dormo piange a intermittenza per venire nel lettone ma, anche se ce la porto, ogni ora – ora e mezza ha qualche richiesta che implica il mio risveglio e la mia partecipazione (soffiare il naso- bere – fare pipì – brutto sogno – freddo metti coperta – caldo togli coperta). Il tutto corredato dal fatto che Baby M (di un anno) ha la congiuntivite. Passata la bronchite, ecco che gli si è infiammato l’occhio e quindi camomilla, impacchi, garze sterili, soluzione fisiologica… ma non è che siano migliorate molto le cose, quindi mi sa che domani andiamo ancora dal pediatra.

Altro giro, altro regalo.

 

E poi magari, quando una mamma sta a casa dal lavoro perché ha i figli malati, i colleghi malignano: “Eh, quella lì… bella scusa per farsi dieci giorni di riposo a casa…”Venite, signori, venite a vedere il mio riposo.

www.lisa2007.splinder.com

Di: Lisa (mamma nella rete)

11 comments Dicembre 11, 2007

Son tutte diverse le mamme del mondo (seconda parte)

La mamma perfetta

Definisce la gravidanza “uno stato di grazia” e il parto “l’esperienza più grandiosa della vita di una donna”. E infatti ha partorito naturalmente, e di epidurale neanche a parlarne, perché lei ha voluto “vivere in fondo questo momento”. Non lavora, perché si dedica interamente al suo cucciolo, che ha bisogno di essere seguito da lei e da nessun altro. Ovviamente lo ha allattato lei, fino a tre anni. Poi il dentista le ha detto che il tesorino si stava rovinando la bocca e, nonostante il trauma, ha smesso. Ha un’intensa attività sociale: frequente le mamme del consultorio, poi le mamme del parco, poi le mamme del nido, poi le mamme della scuola, così via fino all’università. Ha un consiglio per tutte e osservazioni su quasi tutto. Ma per fortuna, se si accorge che una mamma sta deviando dalla retta via, ad esempio non facendo il bagnetto al bambino tutti i giorni o lasciandolo troppo spesso con la baby sitter, lei è pronta a snocciolare consigli. Anche non richiesti.

La mamma senza figli

All’estremo opposto, c’è la mamma in perenne negazione della maternità. Anche lei inizia subito in questa pratica, e infatti lavora fino a che non le si rompono le acque in taxi – e allora prima di avvisare il papà chiama il cliente da cui stava andando dicendogli che ha avuto un contrattempo -, va in moto fino a quando la pancia non diventa troppo grande per essere trasportata dal mezzo, prende una tata per 24 ore al giorno e se la porta anche in vacanza. Pianifica viaggi in luoghi esotici ma “troooppo belli!”, e porta il bimbo in Argentina a dicembre, perché “così prende un po’ di sole”. Non si lascia intralciare neanche per un attimo nella sua carriera dalla presenza di un bambino: del resto rimane anche settimane senza vederlo, il bambino, perché lei è fuori per lavoro. E quando qualcuno le chiede come faccia a conciliare la famiglia con il lavoro, lei dichiara candida: “Basta un po’ di organizzazione!”.

La mamma volta-per-volta

Non è perfetta e lo sa. A volte vorrebbe essere senza figli, e ammette anche questo. Fa quello che può, meglio che può. Affrontando le cose volta per volta. Ha seguito i corsi di preparazione al parto, ma ha eliminato con cura tutto quello che le sembrava troppo dottrinario, e dopo il parto ha ammesso che “sì, è stato bello, ma col cavolo che ti dimentichi del dolore!”. Cerca di fare anche la moglie e non ha allontanato gli amici – le è riuscito anche perché non parla solo del bambino -, e ogni tanto esce la sera lasciando il piccolo a casa senza sentirsi troppo in colpa. Lavora, e anche se col suo stipendio paga la baby sitter e fa poco altro, non vuole rinunciare alla sua vita. La mamma perfetta la critica aspramente perché usa gli omogeneizzati, la mamma senza figli la guarda con compatimento perché la sua carriera è stata del tutto stroncata. Lei si arrabatta come può tra sensi di colpa e frustrazione, ma va avanti così, tra alti e bassi.

E voi, in quale famiglia di mamme vi riconoscete?

 di GIULIANA (mamma nella rete)

8 comments Dicembre 6, 2007

Son tutte diverse le mamme del mondo(parte prima).

Diciamoci la verità: non esiste una mamma uguale all’altra. Ma l’errore che spesso commettiamo è quello di pensare che ci sia un modo giusto e uno sbagliato di affrontare la maternità. Poi, con il tempo, ci rendiamo conto che ognuna fa quello che può, che sa, che rispecchia la sua personalità al di là del fatto di essere mamma.

Ad esempio, io non sono una mamma di quelle che chiamano la loro creatura “il mio cucciolo”, o “il mio tesorino dolce”, soprattutto in pubblico. Con tutto quello che ne consegue. E cioè con una visione della maternità assai legata alla realtà di tutti i giorni e molto poco alla magia. Al contrario, credo che di magia ce ne sia veramente poca in tutta la faccenda, se si esclude il fatto che una persona che prima non c’era adesso c’è (il che non è poco, ok…).

Giusto per inquadrare, quando il ginecologo mi ha annunciato che ero in attesa di un ragazzino, maschio, XY, la prima cosa che ho pensato è stata: “Oddio, questo mi rimane a casa fino a quarant’anni!”. E via così.

di GIULIANA (mamma nella rete)

3 comments Dicembre 5, 2007

Genitori si diventa

Lina, si è messa a piangere. L’ho incontrata sabato pomeriggio per parlare del progetto di “mamme nella rete”. Non sapevo che sarebbe successo qualcosa di, se non grave, quantomeno antipatico. Angelica, la sua bimba di 3 anni si è scottata il palmo della mano con il ferro da stiro. “E’ tutta colpa mia”; “Se non riesco ad evitare questo, figuriamoci il resto”; “sono una frana”.Frasi di questo tipo le sono uscite fuori come un fiume, Lina è apparsa visibilmente in crisi. Mi ha parlato delle sue paure, soprattutto della paura di fallire. Tutti noi siamo stati figli. Tutti, chi più, chi meno, abbiamo avuto o abbiamo tuttora delle cose da recriminare ai nostri genitori. Io penso che sia difficile il mestiere della mamma o del papà. Ho cercato di tranquillizzarla dicendole che “i bambini sono imprevedibili” e che ” non possiamo proteggerli da tutto” e altre frasi di circostanza. Vorrei che voi che ci seguite portaste in questo blog le vostre opinioni, da figli, da genitori o semplicemente da curiosi. Perchè siamo sicuri che genitori non si nasce…

4 comments Dicembre 3, 2007

Brava mammina!

Le nostre mamme sono educatrici: ironiche, fantasiose, uno spettacolo di umanità e di colore…sempre diverse e tutte diverse…vuoi essere dei nostri?

mammenellarete@theblogtv.it

Add comment Novembre 30, 2007


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